Categoria: Bici

Scacciapippe

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scita numero 40, cinquantatrè chilometri. Fatico un po’ a trasmettere le mie sensazioni a freddo, all’indomani della quarantesima sgambata dell’anno. Partendo sempre dalla premessa che si tratta di una passione e come tale deve essere vissuta, fatico ad evitare di soffermarmi su ogni aspetto delle mie pedalate. Del resto lo faccio sempre e in ogni campo della vita. Sono costantemente vittima della mia autoindulgenza, non riesco a trovare un motivo per essere fiero di me stesso. Eppure la bici (ad esempio a differenza della fotografia) è il mio hobby “scacciapippe” per eccellenza. Vabbé, ho sbagliato divisa, ho cominciato a sentire strani rumori provenienti dalla catena e mi sono demoralizzato. Prendetemi così, come mi avete conosciuto attraverso questi fogli. Io qui riesco ad essere me stesso al cento percento, non ho filtri e nemmeno vergogna di sembrare un bambino capriccioso che non sa godere della vita. Adesso passiamo alla metà piena del bicchiere: ho una paura folle delle discese, inoltre la profilatura alta dei cerchi in carbonio non aiuta. Però in questo caso ho deciso di trarre una lezione positiva: un po’ per masochismo, un po’ per voglia di superare il timore, sono sicuro che tornerò a scendere, imparando a gestire l’incubo della caduta. Non tutte le ciambelle escono con il buco, non tutte le sgambate sono memorabili ma solo lei, la mia “Orange” ha il potere di farmi venire la voglia di riprovarci, di essere ostinato, di toccare la mia personale perfezione. Alla prossima, Orange baby.

Ottobre Rosso

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scita numero 39, settanta chilometri. Ho ben capito che la mia nuova bici è assai più aggressiva della precedente. E’ come se tirasse fuori la rabbia di chi la guida, portandolo ad andare oltre il “semplice” compito di scaricare le tossine. Scappa e tu le corri dietro, schiavo di questo incredibile mezzo di trasporto che è la bicicletta. Non mi è mai capitato di asservirmi così tanto nella vita e di farlo senza masochismo. Tanta fatica, tanta gioia. Non è forse un caso che l’abbia acquistata in un periodo dell’anno forse poco congeniale alle sgambate; le giornate si accorciano, la temperatura scende, sempre meno tempo per guardarsi attorno. E’ forse quest’ultimo aspetto da considerare: il freddo induce ad aumentare il ritmo ma non per questo, a rendere meno piacevole la pedalata. La pensavo diversamente fino a qualche anno fa, quando la mia stagione da ciclista iniziava ad Aprile e finiva a Settembre. Incredibile a pensarci, assurdo (con il senno di poi) aver perso tanto tempo per una stupida convinzione. L’ultimo anno e mezzo ha significato qualcosa per tutti; nel mio caso ha insegnato a non gettare via le occasioni a causa di assurdi schemi mentali. Alla fine, il godimento è maggiore. Ieri settanta chilometri per dare un’altra botta di vita alla mia “Orange” (d’ora in poi la chiamerò così). Non erano preventivati ma sono arrivati. Nubi basse, sole solo nelle previsioni perché qui in questa landa sperduta, se non hai la nebbia di questi tempi devi già considerarti fortunato. Sotto questa luce bianca che arriva dal cielo, i contrasti di colore si accentuano. Il rosso dei filari di vite, lascia basiti. Grazie come sempre.