Il fine giustifica i mezzi

Le gambe sembravano impazzite, decisamente sugli scudi. L’uscita settimanale con la mia compagna fedele si è rivelata proficua e gratificante. Ben detto caro Niccolò ( Machiavelli – n.d.r. -), il fine giustifica i mezzi. E quando si parla di “fine” nel mio caso s’intende: “silenzio”. Non è necessario ricorrere a stratagemmi particolari per godere di un piccolo angolo di pace mentre tutto intorno è un continuo, incessante frastuono a fare da sottofondo alle nostre giornate. Bastano mezzi semplici, a volte proprio il più semplice dei mezzi di trasporto e tanta volontà. L’età gioca il suo ruolo, le gambe danno ciò che possono dare ma il fine, quel fine ripaga di ogni sforzo. Sempre più in linea con il mio desiderio di godere di piccoli momenti di solitudine a contatto con la natura, ho provato a salire ancora. Il percorso prevedeva , come sempre , un tratto abbastanza pianeggiante per poi diventare più impegnativo. Man mano che sali cominci a voltare la testa a destra poi a sinistra per ammirare ciò che solo una veduta privilegiata consente. Ma devi anche concentrarti sui pedali, non devi perdere i ritmi, non puoi certo permetterti di scendere: devi innanzitutto arrivare. Entrando in paese a Castelferro si respira l’aria di tanti piccoli nuclei abitati della mia provincia il cui tratto distintivo è l’immobilità: arrivato finalmente nella piazza principale vedo, il solito “baretto” con qualche pensionato, una giostra in costruzione per l’imminente festa patronale, la Chiesa. Mi accomodo su una vecchia panchina per un breve riposo ed una signora, seduta all’ombra del giardino di casa sua mi osserva quasi fossi un alieno ( “Si!!! Io sono un alieno, non si sbaglia! – Avrei voluto dirle..- ). E’ già tempo di tornare, ma le gambe oggi mi spingevano oltre ogni limite d’età e di fiato. Nel mio piccolo mondo, queste sono grandi soddisfazioni.

Messaggi subliminali

Mi piace mandare messaggi subliminali. E’ un ottimo strumento per testare l’attendibilità di quei rapporti di amicizia che io amo definire latenti. Non si contano le persone che si sono “congedate” dal sottoscritto senza una spiegazione plausibile, nel silenzio più assoluto. Sarebbe forse stato giusto che avessi provato io a rompere quel muro di omertà. Se Maometto non va alla montagna…E invece ho scelto di essere complice di tutto questo, forse pensando che non avessi poi molto da perdere, forse per questione di orgoglio, forse perché ritenevo di non avere nulla da rimproverarmi. Rompere il silenzio spesso aiuta, in alcuni casi può essere controproducente. Si deve rischiare? Prima dell’avvento di Facebook, esistevano i telefoni cellulari e gli sms, prima ancora le mails. Tornando indietro fino al paleozoico della comunicazione ritroviamo poi le cabine telefoniche, le lettere cartacee e finalmente…i rapporti umani. Stiamo dunque proseguendo sempre più velocemente verso l’evoluzione massima negli stili della comunicazione. Evoluzione tecnologica si, ma non certo umana. Ora accade che ci sono persone che, ancor prima di essere “amici di lista” erano miei amici. E sono ancora li’ in quella lista. Se ormai è questo l’unico strumento per testare l’esistenza o meno di un rapporto, beh, mi aspetto ormai da tempo immemore che queste persone mi cancellino da quella lista. Chiedo loro di dare un taglio ad una condotta ipocrita e puerile. Perché mi aspetto che lo facciano loro? Sempre per gli stessi motivi che ho citato sopra. Non voglio rompere il silenzio ma riesco ancora ad innervosirmi di fronte a certi non-comportamenti, a certe non-azioni. Lancio così messaggi subliminali, a volte poco subliminali e molto diretti. Niente da fare. Cari Andrea e Romina, pensavate che fossi così vigliacco? Non andate a decantare amicizia in ogni dove, non usate paroloni ad effetto. Siate amici con i fatti. Tutti sbagliamo, siamo umani, no? Ora, sto già meglio.